Turchia, sistema anti-missile russo S-400, NATO: un commento del Prof. de Leonardis

S400-russia-turkeyQuali conseguenze possiamo aspettarci dalla decisione di Ankara di acquistare un sistema d’arma da Mosca, legandosi così all’industria bellica russa? La Turchia si sta dunque allontanando dalla NATO?

In un’intervista recentemente rilasciata al quotidiano digitale “L’Indro”, il Professor Massimo de Leonardis, Ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Presidente del Club Atlantico Cisalpino e della International Commission of Military History, ha commentato il recente acquisto, da parte della Turchia, del sistema anti-missilistico S-400 Triumph prodotto dalla Russia. Tale sistema sarebbe capace di intercettare decine di obiettivi contemporaneamente, dagli aerei ai missili balistici e da crociera, risultando sicuramente più avanzato del sistema Patriot di matrice americana, che era già in uso durante la prima Guerra del Golfo.

Il Professore sottolinea come durante la Guerra Fredda, ma anche solo dieci anni fa, sarebbe stato impensabile che uno Stato Membro dell’Alleanza Atlantica si rivolgesse ad un Paese avversario, o comunque non in buoni rapporti con essa, per acquistare sistemi d’arma diversi da quelli utilizzati dalla NATO. Infatti, uno dei maggiori problemi che si vengono così a creare è quello della mancata interoperabilità, ossia l’impossibilità di gestire i sistemi d’armi (dal rifornimento alle riparazioni) secondo procedure standardizzate.

Questa mossa di Ankara rischiava di suscitare la reazione degli Stati Uniti e del resto degli Alleati, che, tuttavia, è stata piuttosto contenuta; forse, anche questo, è un altro segno dei tempi che cambiano e di un’Alleanza i cui legami sembrano sempre più allentati. A Bruxelles resta intanto la preoccupazione per un Membro che ultimamente non sta offrendo molte garanzie né sicurezze.

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Autore della news: Daria Sauleo

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