Nato-Russia: l’alternativa del dialogo

Matteo E. Pugliese


Le relazioni tra Nato e Russia hanno toccato il loro punto più basso dalla fine della guerra fredda. Il rapporto tra Bruxelles e Mosca infatti, dopo un periodo contrassegnato da un buon livello di cooperazione e di dialogo che ha raggiunto il proprio culmine con la stipulazione degli accordi di Pratica di Mare nel 2002 istitutivi del Consiglio Nato-Russia, sta attraversando una fase di crisi e di tensioni.
Il processo di allargamento della Nato verso Est ha incrementato il numero di Paesi che vedono Mosca come un pericoloso nemico e la nomina di Jens Stoltenberg a Segretario Generale del 1 ottobre 2014 è emblematica di questo mutamento degli equilibri interni all'Alleanza. La candidatura di Franco Frattini come alternativa al norvegese per il Segretariato Generale aveva raccolto il sostegno del Quirinale e le simpatie di molte cancellerie europee, ma fu spazzata via dagli Stati Uniti e dai paesi baltici che giudicavano la posizione italiana – ma anche tedesca - troppo accomodante con Mosca.

Da allora, la Nato ha coltivato la sua ossessione per un'imminente minaccia russa sul suolo europeo, in parte giustificata dalla comparsa dei cosiddetti volontari in Crimea e nel Donbass. I paesi baltici e la Polonia hanno formato una cordata con un ruolo politico preminente nel Consiglio Atlantico, giungendo a condizionare le priorità strategiche dell'Alleanza. Tale linea ha favorito il moltiplicarsi di poderose esercitazioni ai confini orientali, nella convinzione che la deterrenza e l'escalation costituiscano le uniche risposte alla condotta della Russia.

Tuttavia, negli ultimi mesi una serie di dichiarazioni lasciano intendere l'esistenza di un'alternativa in fieri a questo approccio assertivo verso il Cremlino. Tra i protagonisti di questa svolta vi è senza dubbio il presidente del Consiglio Matteo Renzi che già il 5 marzo 2015, nel pieno delle sanzioni e della crisi con Mosca, incontrò il presidente Vladimir Putin ed il primo ministro Dimitrij Medvedev [1]. A giugno 2016 il premier è tornato in Russia per il Forum economico di San Pietroburgo. Nel suo intervento davanti alla platea di imprenditori e analisti ha fatto appello al buonsenso e al rispetto degli accordi di Minsk da parte di tutti, riferendosi all'incapacità di Kiev di implementare i protocolli [2]. Gli accordi disciplinano una decentralizzazione del potere e lo svolgimento di elezioni nel Donbass, ma la Rada – il parlamento ucraino – sembra incapace di approvare la legge elettorale necessaria [3]. Renzi ha anche dichiarato che la guerra fredda è fuori dalla storia e che Europa e Russia devono tornare ad essere buoni vicini [4]. Una posizione suggerita anche dagli importanti investimenti delle aziende italiane nel paese.

Negli stessi giorni, il ministro degli esteri tedesco ed attuale chairman dell'Osce, Frank Walter Steinmeier, ha criticato duramente l'atteggiamento della Nato definendolo guerrafondaio [5]. Il ministro ha inoltre sostenuto che qualche parata di carri armati e il tintinnio di spade non porteranno sicurezza ma ulteriori escalation. Steinmeier si riferiva alle esercitazioni Anaconda e Saber Strike, tenute dalla Nato rispettivamente in Polonia e nei paesi baltici nel giugno 2016. Dichiarazioni tanto nette lasciano supporre che anche la cancelliera Angela Merkel non sposi l'approccio duro dei paesi orientali. Fanno eco le parole dell'ex cancelliere Schroeder, che in un'intervista al quotidiano Sueddeutsche Zeitung ha rimarcato l'inutilità delle sanzioni e della corsa agli armamenti contro la Russia [6]. Da parte sua, il presidente della Conferenza sulla sicurezza di Monaco Wolfgang Ischinger ha auspicato che lo stesso presidente Barack Obama informi Putin dei risultati del vertice Nato di Varsavia, che si terrà il prossimo 8-9 luglio e nel quale i rapporti con la Russia occuperanno un ruolo preminente dell'agenda politica.

Anche sul fronte dei Balcani, il primo ministro bulgaro Bojko Borisov si è opposto all'iniziativa di Romania e Turchia per creare una flotta al fine di militarizzare il mar Nero e contrastare la presenza russa. Il ministro della Difesa romeno Mihnea Motoc ha infatti dichiarato che il tema di una flotta permanente nel mar Nero verrà discusso al summit di Varsavia, con una funzione di deterrenza [7]. Il premier bulgaro Bojko Borisov ha risposto, non senza una dose di retorica, che la priorità per il mar Nero è l'aumento del turismo e degli yacht, non di navi da guerra [8].

Il ministro degli esteri austriaco Sebastian Kurz ha proposto all'Unione Europea un progressivo ritiro delle sanzioni in base all'implementazione dei protocolli di Minsk [9]. Nella stessa giornata, il suo omologo francese Jean-Marc Ayrault ha annunciato la necessità di una discussione politica sui futuri rinnovi delle sanzioni, come più volte chiesto anche da Renzi. Dunque un fronte che propone un approccio diverso sembra consolidarsi e annovera paesi chiave all'interno della Nato e dell'UE.

Una critica all'approccio muscolare era stata anticipata da un articolo pubblicato dalla rivista statunitense The National Interest a firma di Ted Galen Carpenter, il quale sostiene che l'Alleanza Atlantica dovrebbe smettere di fare pressioni sulla Russia. Secondo Carpenter gli Stati Uniti commettono un errore nel rifiutare di riconoscere una legittima sfera di influenza di Mosca, un doppio standard rispetto alla dottrina Monroe, che teorizza la supremazia statunitense sul continente americano [10].

L'esercitazione Anaconda 2016, la più imponente dalla fine della guerra fredda, si è svolta nella Polonia centrale e ha simulato un'invasione russa dall'enclave di Kaliningrad con una massiccia risposta della Nato. Tuttavia il generale Ben Hodges comandante delle truppe di terra americane in Europa ha lamentato la scarsa capacità di trasferire mezzi pesanti dall'Europa occidentale in Polonia [11]. Inoltre Hodges ha confermato le stime di molti analisti, secondo cui la Russia potrebbe occupare i paesi baltici molto prima di qualsiasi reazione occidentale. Tali previsioni vanificano di fatto l'utilità di esercitazioni come Saber Strike e tutte le contromisure dei governi baltici, compresa la discutibile reintroduzione della leva obbligatoria in Lituania [12].

Sotto il profilo strategico, in Polonia non vi sono minoranze russofone tali da preparare il terreno ad una secessione come avvenuto in Ucraina. Dunque la Russia non avrebbe alcun vantaggio ad invadere un territorio totalmente ostile. È lo stesso generale Waldemar Skrzypczak a riconoscere che il nuovo governo polacco "esaspera l'isteria russofoba" [13]. Skrzypczak è stato protagonista della modernizzazione delle forze armate polacche e insieme ad altri quattro generali si è dimesso denunciando epurazioni da parte del controverso ministro della Difesa Antoni Macierewicz, a cominciare dalla sostituzione del direttore del Centro di controspionaggio Nato di Varsavia [14]. Per quanto concerne i paesi baltici, il rischio maggiore è rappresentato dalle regioni a maggioranza russa come la contea di Narva in Estonia o la Letgallia in Lettonia. La contromisura più efficace da adottare non sarebbe militare bensì politica, garantendo alti standard di protezione e uguaglianza per le minoranze russe discriminate e classificate come "non-citizens" o "aliens", privando così il Cremlino di qualsiasi pretesto per intervenire a protezione dei propri connazionali.

In conclusione, è auspicabile che al Summit Nato di Varsavia emerga la posizione delineata da queste numerose dichiarazioni, che sia, da un lato alternativa a quella muscolare dei paesi orientali, dall'altro inflessibile sul rispetto degli accordi e che renda la diplomazia il cardine del confronto con la Russia.


[1] http://www.governo.it/articolo/renzi-visita-mosca-incontri-con-medvedev-e-putin/1855
[2] http://www.governo.it/media/renzi-san-pietroburgo/5295
[3] http://it.sputniknews.com/mondo/20160621/2943423/donbass-elezioni-kiev.html
[4] http://www.repubblica.it/esteri/2016/06/17/news/renzi_a_putin_guerra_fredda_fuori_della_realta_-142234257/
[5] http://www.bild.de/politik/ausland/dr-frank-walter-steinmeier/kritisiert-nato-maneuver-und-fordert-mehr-dialog-mit-russland-46360604.bild.html
[6] http://www.sueddeutsche.de/leben/osteuropa-politik-gerhard-schroeder-warnt-vor-neuem-ruestungswettlauf-mit-russland-1.3040054
[7] http://www.balkaninsight.com/en/article/romania-calls-for-permanent-nato-black-sea-force-02-01-2016-1
[8] http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2016/06/17/bulgariano-a-presenza-nato-nel-mar-nero_3c75b780-4e6e-4065-92eb-18b808b5b638.html
[9] https://www.rt.com/news/347469-austria-russia-sanctions-lifting/
[10] http://nationalinterest.org/blog/the-skeptics/nato-must-stop-crowding-russia-16607
[11] http://www.zeit.de/politik/ausland/2016-06/anakonda-nato-russland-militaer
[12] http://www.themoscowtimes.com/news/article/lithuania-reintroduces-compulsory-military-service-to-counter-russian-threat/573135.html
[13] A. Tarquini, Purghe e riarmo: la strategia di Varsavia, Il Venerdì, 10 giugno 2016
[14] http://www.askanews.it/nuova-europa/raid-polizia-militare-polacca-a-sede-nato-per-sostituire-ufficiali_711690803.htm

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