La NATO, un'alleanza irrinunciabile

Simone Zuccarelli, Presidente YATA Italy, e Alessio Zanni, Presidente YATA Bologna

 

In data 22 novembre si è svolto il convegno "La NATO: un'alleanza irrinunciabile" organizzato dal Club Atlantico di Bologna – presieduto dal Generale di Brigata Giuseppe Paglialonga – per celebrare i suoi trent'anni di attività. L'incontro, svoltosi nella meravigliosa cornice dell'Accademia Militare di Modena, ha dato la possibilità di approfondire un tema cruciale e molto attuale, riunendo vari esperti e ospiti provenienti dal mondo accademico, militare e politico.

L'evento si è aperto con la visita guidata alle stanze del Palazzo Ducale, che ospita l'Accademia Militare, e al museo storico da poco rinnovato e arricchito. A seguire, la toccante deposizione della corona d'alloro al Sacrario dei Caduti da parte del Presidente di YATA Bologna, struttura giovanile del Comitato Atlantico Italiano, e di una componente del club Atlantico di Bologna dopo la fanfara di rito. Il silenzio ha poi accompagnato l'omaggio reso dal Presidente del Comitato Atlantico Fabrizio W. Luciolli, dal Generale C.A. Giorgio Battisti e dal Gen.B. Giuseppe Paglialonga ai caduti.

La conferenza, iniziata poco dopo, è stata introdotta dal comandante dell'Accademia Militare,
Gen.B., Stefano Mannino e dal Gen.B. Paglialonga, che con il suo intervento ha voluto sottolineare l'impegno profuso dagli organizzatori per avere un evento di altissimo livello. Ha così preso la parola il Gen.C.A. Battisti che in veste di chairman ha introdotto gli ospiti e salutato calorosamente i cadetti accorsi numerosi per assistere a un'interessante opportunità di arricchimento personale.

L'On. Guglielmo Picchi, Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale ha toccato vari aspetti cruciali. Ha ricordato, innanzitutto, l'importanza della NATO per la sicurezza dello spazio transatlantico. Ha proseguito trattando dell'evoluzione delle minacce internazionali e di come la NATO debba adattarsi a esse. In particolare, ha sottolineato la solidarietà mostrata dall'Italia verso gli alleati del fianco orientale ma, allo stesso tempo, ha ricordato come, ora, sia giusto che l'Italia riceva lo stesso trattamento con le minacce provenienti da sud. Ha poi toccato il tema degli investimenti nel campo della difesa, considerati fondamentali per il futuro del nostro Paese, e ha criticato l'idea di Macron di costituire un esercito comune europeo date le condizioni attuali: "Macron ha parlato di esercito europeo. Noi abbiamo la NATO che funziona, ci ha garantito 70 anni di pace e stabilità ed è meglio innanzitutto conservare questo".

Ha fatto seguito l'intervento dell'Ambasciatore Checchia, che si è concentrato sulle peculiarità e sulla necessità di preservare l'Alleanza oggi. In uno scenario internazionale tutt'altro che sereno, un'organizzazione ancora vitale e a 360° come l'Alleanza Atlantica è non solo necessaria ma da rinforzare e sostenere sempre di più. L'Ambasciatore ha, inoltre, proseguito spiegando come, in un clima sempre più ostile e pericoloso come quello odierno, la NATO sta ricoprendo anche il ruolo di garante dell'ordine. L'Unione Europea, ha concluso, deve prendere atto del ruolo di spessore tout court (360°) dell'Alleanza e dialogare maggiormente con essa.

Dopodiché è seguito l'intervento del professor Massimo de Leonardis, Presidente del Club Atlantico Cisalpino e Professore Ordinario di Storia delle Relazioni e delle Istituzioni Internazionali e di Storia dei Trattati e Politica Internazionale all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Quest'ultimo ha ricordato come l'Alleanza Atlantica sia stata, fin dal principio, qualcosa di più della sola difesa collettiva contro la minaccia sovietica: "È stata promotrice di pace, del principio di autodeterminazione dei popoli e dei diritti umani". Ha spiegato come l'Alleanza, pur mantenendo un certo grado di continuità rispetto al passato, abbia saputo adattarsi alle nuove dinamiche internazionali. Anche per questo, ha aggiunto, resta tutt'ora valida. Ha inoltre ricordato la necessità di un approccio diverso a Brexit per non isolare un Regno Unito che è e resterà un elemento fondamentale per la difesa dello spazio europeo. De Leonardis, infatti, non solo ha invitato l'Unione Europea ad utilizzare la carota piuttosto che il bastone nei confronti degli euroscettici inglesi ma ha anche criticato la proposta francese volta alla creazione di un nuovo esercito comune europeo. Esso, infatti, non solo sarebbe superfluo visto l'eccellente lavoro che l'Alleanza Atlantica sta svolgendo ma rischierebbe di rendere poco efficiente la spesa militare dei Paesi dell'Unione e ciò risulterebbe poco accorto, viste le difficoltà economiche e le tensioni interne che i Paesi europei stanno vivendo.

Il Presidente del Comitato Atlantico Italiano e dell'Atlantic Treaty Association, Fabrizio W. Luciolli, ha continuato evidenziato l'importante ruolo che il Comitato Atlantico svolge da più di sessant'anni in Italia come congiunzione tra Alleanza Atlantica e società civile. Come già mostrato nel "Rapporto dei Tre Saggi" (1956), infatti, è fondamentale portare l'Alleanza nella società civile e rafforzare, allo stesso tempo, l'unità politica oltre che militare all'interno dello spazio transatlantico. Luciolli, inoltre, ha ricordato come il Comitato sia un elemento importante per la difesa degli interessi italiani all'estero e per la proiezione internazionale del nostro Paese. Proiezione che non si palesa, ad esempio, solo nelle numerose missioni NATO alle quali l'Italia offre il suo contributo ma anche nella partecipazione ai fori di dialogo e confronto nei quali il Comitato è inserito. Il Comitato Atlantico Italiano, dunque, è una componente della proiezione del nostro Paese all'estero e si spende costantemente per far sì che l'Italia rivesta un ruolo di primo piano nell'arena internazionale. In questo è sempre più supportato dalla sua componente giovanile, YATA Italy, che conduce un'attività simile a quella del Comitato ma destinata a un pubblico di studenti e giovani professionisti.

Ha infine preso la parola il Gen. C.A. Roberto Perretti. Il Generale, Comandante del Corpo d'Armata di Reazione Rapida della NATO a guida italiana (NRDC-ITA), ha analizzato il ruolo delle truppe italiane dispiegate nelle missioni NATO, sottolineando come il contributo del nostro Paese all'interno dell'Alleanza sia non solo apprezzato a livello quantitativo ma anche qualitativo. Il Generale, dopo aver spiegato le funzioni dell'NDRC-ITA, ha raccontato alcuni interessanti aneddoti su soldati e ufficiali di varie nazionalità rimasti colpiti dalla preparazione dei soldati italiani, dal coraggio e dalla statura morale delle nostre Forze Armate. L'evento è terminato con i saluti conclusivi e i ringraziamenti del Generale Paglialonga.

Riassumendo, è possibile dire che i vari interventi, nonostante i differenti approcci, hanno avuto un comune denominatore: l'Alleanza Atlantica è ancora indispensabile nello scenario internazionale attuale, e lo sarà sempre più viste le scosse telluriche alle quali il sistema internazionale è sottoposto. In un mondo che cambia, dove lo scontro tra le grandi potenze torna a essere al centro delle dinamiche globali e dove le minacce diventano sempre più variegate, l'Alleanza Atlantica resta un'ancora di stabilità per l'Occidente: preservarla e rinforzarla risulta, dunque, fondamentale.

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